Venezia Pop Project

Venezia Pop Project è un progetto dell’artista Michele De Marchi, una mostra site specif nel cuore del ghetto ebraico di Venezia, ospitata dall’Associazione Culturale Imagoars.

Tra oggetti, strilloni e cartoline colorate, lo spazio espositivo diventa non una qualunque edicola. Un’esposizione che sottintende il cambiamento drastico che la città sta subendo: il turismo  insostenibile, le grandi navi da crociera lungo il Canale, il Mose, il lezzo delle strade e l’esodo forzato a cui Venezia è sottoposta a causa di una città diventata invivibile per la mancanza di negozi  essenziali per la quotidianità.

La monotonia dell’offerta, tra maschere, vetri e gadget di ogni natura è riproposta in questa sede in chiave del tutto ironica.

Le immagini provengono dal web, sono scaricate, manipolate, copiate e condivise, fotomontaggi che creano un distacco tra la foto reale e la nuova immagine riprodotta.

I veri protagonisti sono gli animali: dinosauri marini, rane, orsi, draghi ed elefanti, solo per citarne alcuni, sono inseriti all’interno delle cornici a noi ben note da Piazza San Marco, lungo il Canal Grande al Ponte di Rialto.

Essi sono gli interpreti di presagi catastrofici, costituiscono un monito, un’esortazione alla riflessione.

Come un neo dadaista, citando il ready made di Marcel Duchamp e il concettualismo di Piero Manzoni, Michele De Marchi re-inventa l’acqua in bottiglia del Mose, e la merde non è d’artista, bensì  di cane. Non solo, tra i vari souvenir d’artiste, troviamo la più celebre aria in bottiglietta che non è parigina, ma veneziana.

Una riflessione su un turismo mordi e fuggi, dove la città di Venezia è in preda a orde di persone, ai negozi che offrono oggetti inutili e privi di senso, e la città ne subisce (in)consapevole il colpo.

Un invito a prenderci cura del nostro territorio, della nostra città, a ricordarci che Venezia è un grande parco giochi, alla mercé del turismo di massa, legata alle problematiche di gestione che incidono sulla vivibilità complessiva.

I think having land and not ruining it is the most beautiful art that anybody could ever want.
A.Warhol